Alcune persone eminenti di Israele erano ospiti di Rabbi Isacco. La conversazione cadde sull’importanza di un servitore onesto per la gestione della casa, ma il Rabbi non condivideva l’opinione generale.

“Ero anch’io dello stesso avviso – disse – finché il mio maestro non mi dimostrò che in realtà tutto dipende dal padrone di casa.

Da giovane, infatti, mia moglie era per me una tribolazione e i servitori mi facevano pena. Andai allora a consultare il mio maestro e gli chiesi se dovevo oppormi a mia moglie …

‘Perché ti rivolgi a me? – rispose – Rivolgiti a te stesso!’

Dovetti riflettere a lungo e capii solo ricordandomi delle parole del Baal-Shem:
‘Ci sono il pensiero, la parola e l’azione.
Il pensiero corrisponde alla moglie, la parola ai figli, l’azione ai servitori.
Tutto si svolgerà bene per chi saprà mettere in ordine le tre cose nel proprio spirito’.

Allora compresi cosa avesse voluto dire il mio maestro: che tutto dipendeva da me”

L’insegnamento chassidico rimanda la problematica della vita esteriore a quella della vita interiore; non tende a esaminare le difficoltà isolate dell’anima, ma ha di mira l’uomo intero.

Bisogna che l’uomo si renda conto, innanzitutto lui stesso, che le situazioni conflittuali che l’oppongono agli altri sono solo conseguenze di situazioni conflittuali presenti nella sua anima.

Ogni conflitto tra me e i miei simili deriva dal fatto che non dico quello che penso e non faccio quello che dico.

Cominciare da se stessi: ecco l’unica cosa che conta.


Liberamente tratto da: Martin Buber, Il cammino dell’uomo – Cominciare da se stessi, Edizioni Qiqajon, 1990, pp.41-48

Print Friendly, PDF & Email
Cominciare da se stessi