Covid. Abbiamo letto, approfondito, studiato, dopo aver dato sfogo alle più diverse immaginazioni più o meno complottiste, che, naturalmente, in quanto tali, non portano da nessuna parte. Ora che la polvere s’è diradata, siamo arrivato alle seguenti conclusioni. Valide, per noi, quindi del tutto personali, e alla data del presente scritto. Fermo restando quelle sensazioni pre-razionali che sentiamo essere sempre più consolidate e vere. 

È una influenza molto brutta, con caratteristiche del tutto nuove, il cui principale elemento di rischio è la sua elevatissima contagiosità. Specialmente in una popolazione anziana, medicalizzata e che quindi presenta parecchi ulteriori elementi di rischio.

Altri elementi, non favorevoli. L’assoluta apparente impermeabilità delle istituzioni all’ascolto di chi opera in prima linea, medici, infermieri e compagnia cantando, unitamente ad un mainstream mediatico, che sembra propagare come un unico messaggio, quello della paura, il terrore, il panico! Rafforzato  dall’incerta azione, raffazzonata, quasi, delle nostre istituzioni, e corroborata dai pareri discordi e contraddittori degli “scienziati” e dei “tecnici”.

Siamo chiamati, perciò, ognuno per la propria parte, a prenderci, finalmente, la responsabilità nel comprendere che cosa stia effettivamente accadendo là fuori. Per costruirci il nostro personale resoconto; pronti a cambiarlo, naturalmente,  in funzione delle informazioni con le quali verremo di volta in volta in contatto.

Dicevamo, in sintesi, una brutta influenza, che se te la prendi, la prima cosa da fare è quella dell’isolamento. Per poi iniziare a curarti, come suggeriscono i medici, quelli veri, che ci sono e sono tanti, e che ci sanno fare davvero.  Utilizzando farmaci antichi e non, come costoro suggeriscono, in accordo alla loro specifica esperienza, indipendentemente dal fatto che la burocrazia della Prassi Scientifica Ufficiale non abbia ancora approvato quel particolare farmaco  o quella originale modalità di intervento. O l’abbia, addirittura, osteggiata.

Riponiamo fiducia in chi ha esperienza. Quella operativa. Quella vera. E ce n’è tanta là fuori. Davvero. Solo così riusciremo ad uscire dalla spirale di panico che ci farebbe correre, stupidamente, al pronto soccorso dell’ospedale, al nostro primo starnuto. Spegnendo, naturalmente, il mainstream che continua imperterrito a darci bollettini quotidiani di morti, numeri assoluti che non vogliono dire alcunché…

Il coronavirus, infatti, si sviluppa in tre fasi, molto ravvicinate nel tempo. anche se per i giornalisti che sentiamo alla TV, sembra esistere solo l’ultima, quella dei respiratori, tanto per intenderci. Nessuno, infatti, che cerchi di dirti le cose come stanno, quanto cioè già sappiamo, e quello che varrebbe la pena fare, come, ad esempio, curarci nella tranquillità della nostra casa. Perché lo si può e lo si deve fare; sotto controllo medico, remoto, naturalmente, per la contagiosità di cui abbiamo accennato. Tutto questo se abbiamo avuto l’opportunità di informarci e vagliare quanto c’è disponibile in rete, selezionando con un po’ di discernimento personale le diverse fonti.

E come abbiamo fatto noi, sembrerebbe logico che venisse fatto anche dalle istituzioni. Ma così non è, purtroppo. Permane l’incertezza e la paura. Tanto da chiederci se, tutto questo non sia, forse, desiderato…

E allora? Mai come in questo caso la conoscenza è proprio risolutiva, determinante.  Non la conoscenza tecnica, quella degli “scienziati”, ma la conoscenza di quanto sta effettivamente accadendo, in tutte le sue molteplici sfaccettature. Occorre conoscere il contesto, e porre questa strana malattia all’interno del suo contesto. Il nostro contesto. Quello che ci vede al centro della scena.

Per sapere come comportarci, in questi giorni di novembre 2020, suggeriamo, quindi, di studiare le seguenti fonti, che a noi sembrano veramente interessanti, utili e davvero necessarie per la nostra quotidianità. Indispensabili da leggere e ascoltare attentamente. E naturalmente da approfondire.
Stefano Tasca, Combattere la Covid a casa, Comune-Info.net, 31/10/2020
Armando Siri, Ripristinare i protocolli di cura domiciliare, Senato della Repubblica, 3/11/2020 (37′)
Luigi Cavanna, C’era un modo per non intasare le rianimazioni, Radio Radio TV, 18/08/2020 (13′)
Stefano Manera, Epidemia di panico, Luogocomune, 29/10/2020 (54′)
Stefano Manera, intervistato da Mauro Scardovelli, Davvero.TV, 9/11/2020 (36′)
Luigi Cavanna, #Byoblu24, Il Covid-19 si può e si deve curarea  a casa, Davvero.TV, 16/11/2020 (37′)

 

 

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Covid: una sintesi personale