Fenomenologia di una ricerca internet.


Il farmaco in oggetto viene liberalizzato per la cura del Covid-19, come ci informa l’Adnkronos nel lancio del 11/11/2020. L’antefatto, per chi non ne sapesse proprio nulla, è che l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ne proibisce l’uso per il trattamento precoce del Covid nel 22 luglio scorso, dopo che questo farmaco era stato usato con successo da diversi medici fino ad allora.

Da grande curioso quale sono, mi son detto, chissà quante discussioni si saranno accese, ora, su un tema così controverso. Mi precipito a digitare il nome del farmaco in Google e… sorpresa, solo poche testate giornalistiche mainstream commentano la notizia.  Sulle prime dieci pagine del motore di ricerca (100 link) compaiono solo 38 articoli successivi alla data della sua liberalizzazione e, ad esclusione dell’entusiastico articolo di Panorama, del 12/12/202, che titola: Metà Sud America usa l’idrossiclorochina contro il Covid, per il resto solo commenti dubitativi, se non addirittura pesantemente negativi.  Come nell’esempio che segue. Nonostante le perplessità dei ricercatori, il Consiglio di stato dice sì all’idrossiclorochina contro Covid-19.  Sottotitolo. La comunità scientifica internazionale continua a sconsigliare l’idrossiclorochina, ma in Italia, grazie a un ricorso, potrebbe essere usata dai medici, sotto una loro (pesante) responsabilità, Wired, 11/12/2020.

Ma il titolo più eclatante, che attira la mia attenzione è, guarda caso, proprio il primo estratto dal motore di ricerca, che, evidentemente, è quello più letto, come si può presupporre che agiscano i programmi intelligenti che navigano in rete. Questi, infatti, così ci dicono, valutano l’importanza e l’aderenza dell’informazione ricercata da molti fattori, tra cui, la frequenza con cui noi lettori, frequentiamo certi luoghi virtuali invece che altri. Ebbene l’articolo numero uno, il primo nel ranking, come si dice, titola: Covid e idrossiclorochina: che cosa dicono gli ultimi pareri scientifici. Le ragioni di una bocciatura. Sottotitolo. Gli studi sul farmaco e i relativi pareri delle agenzie regolatorie evidenziano la non utilità dell’uso in pazienti con Covid ospedalizzati e non e ricordano gli effetti collaterali noti, tra cui disturbi psichiatrici e comportamenti associati al suicidio. Il Corriere della sera, 12/12/2020

Il suicidio. Addirittura! E in effetti, scorrendo velocemente le mie dieci pagine di ricerca Google, leggo dall’ANSA, una notizia vecchia, è del 30 novembre, ma evidentemente persistente. Rischio suicidio collegato all’uso dell’idrossiclorochina. Allarme dell’Ema in seguito ad una revisione dei dati.

Che dire, a questo punto? Un auspicio del tutto personale. Che tutte queste cautele, di così grande attenzione per la nostra salute, come si evince nel caso idrossiclorochina, vorrei che venissero applicate, as is, come si dice, proprio allo stesso modo, anche alle cure sanitarie in senso lato e, quindi, anche a quelle vaccinali.
E voi che ne pensate?

Crediti immagine: www.agi.it

In passato il potere era organizzato attorno alla religione, poi attorno alla politica,
oggi attorno all’intreccio tra
finanza, tecnocrazia, mediacrazia, burocrazia e sistema geopolitico.

Roberto Mancini, Altreconomia, 1/10/2019

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Idrossiclorochina