Gruppo teatrale amatoriale. Leggiamo due paginette, fotocopiate, tratte da ignoto libro1. Sul teatro, ma con specifico riferimento a comportamenti personali. Precisione. Pazienza e umiltà. Competizione. Giudizio. Transfert. Sabotage o falsa modestia, com’è più appropriato, nel nostro caso… Un vero e proprio spaccato di saggezza, che ci colpisce. Sconfinando quasi in “istruzioni di vita”, per noi.

Ci ha dato molto da pensare, a proposito della disciplina; dell’impegno che bisogna mettere nel fare le cose, con la dovuta serietà, pur nella giusta leggerezza… Un mix di sentimenti, emozioni, atteggiamenti non facili da conciliare. Uno strano equilibrio tra piacere dovere. In fondo “fare esperienza” richiede un impegno, quello di esserci. Ed esserci significa anche, sempre, “essere in relazione con gli altri”. Non sei mai solo, veramente. Mai. Il tuo fare o non fare impatta e impatterà in ogni caso il tuo circondario, il tuo universo locale, che è costituito, soprattutto, di relazioni con le altre persone.

Ecco, la leggerezza o la giocosità nell’essere e nel conseguente fare, non deve sconfinare nell’approssimazione, nell’imprecisione, nell’indisciplina. L’essere nel gruppo implica una responsabilità. Quella di svolgere il proprio compito nel modo migliore possibile. Perchè siamo lì. Con gli altri. Non perché l’abbiamo pensato o deciso noi, ma perché avvertiamo che è giusto così, per il bene dell’insieme nel quale svolgiamo la nostra attività. Ci siamo impegnati con loro. E, quindi, con noi stessi. Anche se “solo per gioco”, in fondo.

Essere sovrani significa, soprattutto, essere coscienti e quindi responsabili della propria posizione nel gruppo. Del proprio ruolo, che si definisce, giorno per giorno, nel e col gruppo. Che si configura, in un certo senso, da sé. Com’è giusto che sia. Un cammino che si fa con l’andare.

Una personalità bambina, per contro, è inaffidabile, perché fa solo ciò che desidera, essendo auto-centrata. Pone attenzione troppo ai propri desideri e necessità, trascurando gli interessi e le finalità del gruppo. Ha difficoltà nell’ascoltare. Ma non appena comprende di far parte di un complesso più grande, cioè il gruppo, composto di individui sovrani, e quindi di pari, allora siamo in una dimensione relazionale più matura. Dove non c’è più un leader fisso, un capo. Diventare co-creatori, coscienti di esserlo, significa proprio questo: imporsi una giusta dose di auto-disciplina, situandosi proprio in riferimento alla fluttuante situazione del gruppo, percepito come unità. Un’unità di cui siamo parte. Parte indispensabile.

Riflettere su queste cose – banalità, forse, per alcuni – ci fanno considerare il difficile equilibrio tra il piacere e il dovere. Tra il desiderio e la disciplina. E come in tutte le attività, anche quelle volontarie, occorra sempre un adeguato livello di impegno e di serietà. Per mantenere attiva e vitale la rete di relazioni che ci lega nel gruppo. E comprendere la centralità del nostro impegno, essenziale per l’esistenza dell’intera rete. Se cade un nodo, tutto il sistema ne è alterato.
Maturità o sovranità personale implica comprendere anche questo. Non possiamo fare tutto e solo ciò che abbiamo deciso noi. Le nostre aspettative devono commisurasi con la realtà dei fatti. Dobbiamo essere flessibili e adeguati alle situazioni, nei limiti delle nostre possibilità, certo, e soprattutto nei limiti della nostra sincera comprensione di quanto sta effettivamente accadendo. In un’ottica etero-centrata. Dove il punto di riferimento è al di fuori delle singole persone. Compreso noi stessi. Individualità e totalità insieme.

È per questo che ci diciamo come sia giunto il tempo di uscire da atteggiamenti hobbistici, un po’ troppo diportistici, per prenderci le nostre responsabilità, piccole o grandi che siano. Nel tentativo di diventare finalmente un po’ più adulti.

Leggerezza, sì, quindi, ma con la dovuta serietà. Insieme.


Ombretta De Biase, Il metodo Strasberg in dieci lezioni. Introduzione ai fondamentali della formazione attoriale, Dino Audino Editore, 2014, pp. 31, 32

Crediti immagine: http://www.cinisionline.it/2017/02/10/leggerezza/26958

Print Friendly, PDF & Email
Leggerezza e serietà