“Dimenticatevi di voi e pensate al mondo!”

Può sembrare contraddittorio: abbiamo [infatti] imparato che
ogni uomo deve ritornare a se stesso,
che deve abbracciare il suo cammino particolare,
che deve portare a unità il proprio essere,
che deve cominciare da se stesso;
ed ecco, ora, che ci viene detto che deve dimenticare se stesso!

Eppure basta prestare un po’ più di attenzione per rendersi conto che quest’ultimo consiglio, non solo si accorda perfettamente con gli altri, ma si integra nell’insieme come un elemento necessario, uno stadio indispensabile, nel posto che gli compete.

Basta porsi quest’unica domanda: “A che scopo?”; a che scopo ritornare in me stesso, a che scopo abbracciare il mio camino personale, a che scopo portare unità nel mio essere?

Ed ecco la risposta: “Non per me”
“Non di te stesso, ma del mondo ti devi preoccupare!

È vero che ciascuno deve conoscersi, purificarsi, giungere alla pienezza, ma non a vantaggio di se stesso, non a beneficio della sua felicità terrena o della sua beatitudine celeste, bensì in vista dell’opera che deve compiere sul mondo di Dio.

Bisogna dimenticare se stessi e pensare al mondo.

Cominciare da se stessi, ma non finire con se stessi…


Liberamente tratto da: Martin Buber, Il cammino dell’uomo – Non Preoccuparsi di sé, Edizioni Qiqajon, 1990, pp.49-56

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Non preoccuparsi di sé